Il corrispettivo di cessione del contratto di leasing rientra nel reddito professionale

Con la Risposta n. 209 del 13 luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il corrispettivo derivante dalla cessione di un contratto di leasing relativo ad un immobile utilizzato per l’esercizio dell’attività professionale (lo studio) costituisce un importo imponibile che concorre alla determinazione del reddito del professionista.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il regime fiscale applicabile alla cessione del contratto di leasing nell’ambito della determinazione del reddito di lavoro autonomo.
Il caso esaminato riguarda un professionista che ha stipulato un contratto di leasing immobiliare finalizzato all’acquisto dell’immobile dove esercita l’attività professionale.
In vista della costituzione di un’associazione professionale per l’esercizio dell’attività esclusivamente in forma associata, il professionista intende cedere il contratto di leasing immobiliare relativo allo studio in cui esercita la propria attività ad una società immobiliare di nuova costituzione, che a sua volta concederà in locazione l’immobile all’associazione per l’esercizio dell’attività professionale.

Qual è il regime fiscale applicabile al corrispettivo percepito dal professionista per la cessione del contratto di leasing relativo allo studio.

Ai fini IRPEF, il reddito di lavoro autonomo è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese inerenti all’esercizio dell’arte o professione effettivamente sostenute nel periodo stesso.
Inoltre, concorrono a formare il reddito i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale. Quest’ultima previsione è stata introdotta nel 2006 dal cd. “Decreto Bersani” con lo scopo di ampliare il novero dei compensi percepiti nell’ambito dell’attività di lavoro autonomo. In particolare, con il richiamo agli “elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale”, il legislatore ha inteso annoverare qualsiasi elemento “intangibile” la cui cessione da parte del professionista determina la percezione di un corrispettivo nell’ambito della normale attività professionale.
Possono essere ricondotti nella suddetta previsione anche i corrispettivi percepiti a seguito della cessione di contratti di leasing, aventi ad oggetto beni strumentali, per l’esercizio dell’attività di lavoro autonomo. Infatti, in tal caso, l’importo percepito a fronte del contratto rappresenta il corrispettivo dovuto dal cessionario per subentrare nei diritti e negli obblighi (quali elementi immateriali) derivanti dal contratto esistente.
In conclusione, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, il corrispettivo derivante dalla cessione di un contratto di leasing relativo ad un immobile utilizzato per l’esercizio dell’attività professionale, si configura come cessione di “elementi immateriali”, e come tale assoggettato a tassazione quale reddito di lavoro autonomo.
L’Agenzia delle Entrate, precisa infine che qualora i suddetti corrispettivi siano percepiti in unica soluzione, possono essere assoggettati a tassazione separata.