Chiarimenti sul premio #Cura Italia ai lavoratori dipendenti

Con la Circolare n 8/E del 3 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate risponde ai dubbi sulle numerose disposizioni di natura fiscale contenute nel Decreto #Cura Italia. Tra l’altro, fornisce importanti chiarimenti sul premio in favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che nel mese di marzo hanno continuato a svolgere il proprio lavoro nella sede dell’attività.

Il paragrafo 4 della Circolare n. 8/E/2020 è interamente dedicato alle misure specifiche a sostegno dei lavoratori, e più precisamente al premio riconosciuto ai lavoratori dipendenti che nel mese di marzo hanno svolto il proprio lavoro nella sede dell’attività. Il decreto “Cura Italia” stabilisce infatti che ai lavoratori dipendenti spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese. Il beneficio è riconosciuto a condizione che il lavoratori abbia un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro.
Il premio è riconosciuto, in via automatica, dal datore di lavoro, a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile, il quale recupera l’incentivo erogato mediante utilizzo in compensazione con modello F24 di una somma a credito equivalente.

QUESITO

RISPOSTA

Per il calcolo dei giorni per l’attribuzione del premio, devono essere conteggiati giorni da calendario o da contratto (cioè in 26.esimi o in 30.esimi)? In assenza di precisazioni risultanti dalla lettera della norma e/o dalla relazione illustrativa, si ritiene che al fine del calcolo complessivo dei giorni rilevanti ai fini della determinazione dell’importo del premio spettante, rilevi il rapporto tra le ore effettive lavorate nel mese e le ore lavorabili come previsto contrattualmente.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel mese di marzo 2020 l’attribuzione del premio come deve essere effettuata? Considerato che l’importo del premio è rapportato al numero di giorni di lavoro svolti, nel mese di marzo 2020, nella propria sede di lavoro, ai dipendenti licenziati nel predetto mese spetterà il bonus in proporzione ai giorni di lavoro svolti presso la predetta sede calcolati come illustrato alla risposta precedente.
I lavoratori che sono in servizio esterno presso clienti o in missione o presso altre sedi dell’impresa o del gruppo diverse dalla propria hanno diritto alla percezione del premio? Tenuto conto che la ratio del premio persegue l’obiettivo di dare ristoro ai dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo senza poter adottare, quale misura di prevenzione, quella del lavoro agile o da remoto, si ritiene che lo stesso debba essere riconosciuto anche a coloro che hanno prestato la loro attività lavorativa in trasferta presso clienti o in missioni o presso sedi secondarie dell’impresa.
Restano esclusi i dipendenti che hanno prestato la loro attività lavorativa in modalità di lavoro agile (“smart working”).
Per i lavoratori in part-time, il premio deve essere proporzionato alla percentuale di occupazione? Oppure si dovrà usare la proporzione tra giorni lavorati “in sede” e giorni lavorabili secondo l’orario di lavoro previsto? Inoltre, come vanno considerate le giornate di ferie, malattia, congedo? Indipendentemente dalla tipologia di contratto, full time e part-time, l’importo del bonus erogabile dovrà essere determinato in ragione del periodo di lavoro durante il quale il dipendente presta effettivamente l’attività lavorativa presso la propria sede.
Inoltre, in considerazione della finalità della norma che vuole premiare i dipendenti che hanno continuato a prestare la propria attività lavorativa presso la sede di lavoro non devono considerarsi nel rapporto – né al numeratore né al denominatore – le giornate di ferie o di malattia.
In base alla medesima ratio, sono escluse dal calcolo le giornate di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni.
I giorni lavorati in “smart working”devono essere esclusi dal calcolo del bonus di 100 euro ai lavoratori dipendenti e, in caso affermativo, in che modo? Non possono rientrare nel computo dei giorni di lavoro rilevanti ai fini della determinazione dell’importo del premio, il periodo di lavoro svolto a distanza, ovvero al di fuori dell’ordinaria sede di lavoro e/o degli ordinari luoghi in cui tradizionalmente viene prestata l’attività lavorativa, anche se funzionalmente e strutturalmente collegati ad essi attraverso l’ausilio di strumenti di comunicazione informatici e telematici.
Ai fini del calcolo del reddito di lavoro dipendente, che non deve superare l’importo di 40.000 euro rispetto all’anno precedente, devono essere considerati anche i premi di risultato soggetti a tassazione sostitutiva al 10% e/o le somme soggette a tassazione separata? Ai fini della verifica del rispetto del limite di 40 mila euro, deve considerarsi esclusivamente il reddito di lavoro dipendente assoggettato a tassazione progressiva IRPEF e non anche quello assoggettato a tassazione separata o ad imposta sostitutiva. Tanto in coerenza con i chiarimenti già forniti nella Circolare n. 28/E del 15 giugno 2016.
Considerato che l’erogazione del premio spetta per il mese di marzo e che l’elaborazione dei cedolini è già in corso, si chiedono indicazioni operative alle quali allineare il comportamento (anche in ragione dell’urgenza di garantire la continuità dei servizi paga e la riduzione del personale legata all’emergenza). I sostituti d’imposta riconoscono, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. Conseguentemente, il premio non dovrà essere erogato necessariamente con le competenze stipendiali del mese di aprile 2020.
In relazione all’attestazione dei redditi del dipendente, ai fini dell’erogazione del premio ai lavoratori assunti nel corso del 2020 è il datore di lavoro che deve chiedere al precedente datore i dati reddituali del dipendente? Qualora il datore di lavoro tenuto all’erogazione del premio non sia lo stesso che abbia rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il dipendente, al fine di ottenere il premio, dovrà rilasciare al sostituto di imposta una autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui attestare l’importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.
Il recupero in compensazione del credito di imposta riconosciuto al sostituto di imposta per il premio di 100 euro anticipato al dipendente è soggetto ai limiti di utilizzo dei crediti di imposta? Il recupero in compensazione orizzontale del premio anticipato al dipendente deve avvenire mediante l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia, come chiarito con la risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019 e non è soggetto agli altri limiti o vincoli previsti per l’utilizzo in compensazione dei crediti di imposta.
Al fine di consentire il recupero in compensazione del premio erogato ai dipendenti, con la risoluzione n. 17/E del 31 marzo 2020, sono stati istituiti, per il modello F24, il codice tributo “1699” e per il modello F24 “enti pubblici” (F24 EP), il codice, “169E”, denominati “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.