Negare il riposo infrasettimanale non costituisce condotta antisindacale

Non consentire lo svolgimento dell’orario di lavoro nella forma della “settimana corta” per aver esercitato nel corso della medesima settimana il diritto di sciopero, non costituisce condotta antisindacale.

Il caso giudiziario ha come oggetto il ricorso di un’associazione sindacale diretto alla repressione della condotta antisindacale individuata nella errata applicazione della “settimana corta” contenuta nel CCNL. Il Giudice di primo grado rigettava il gravame, essenzialmente sulla considerazione che il mancato riconoscimento ai giornalisti della giornata di riposo infrasettimanale per non aver lavorato l’intero orario settimanale a seguito di astensione collettiva dal lavoro, non si configurasse come lesione del diritto alla giornata di riposo, ulteriore a quella coincidente con la domenica.
Anche in appello, il gravame era respinto, sicché il sindacato proponeva ricorso in Cassazione, lamentando che la sentenza impugnata avesse erroneamente ritenuto che il diritto al riposo compensativo maturasse in base ai giorni effettivamente lavorati, sicché, non fornendo per un giorno (ad esempio, per sciopero, malattia o permesso sindacale) la prestazione lavorativa, non si avesse diritto a tale riposo compensativo.
Per la Suprema Corte il motivo è infondato. L’antisindacalità del comportamento, infatti, da valutarsi in base all’oggettiva idoneità della condotta datoriale a ledere interessi sindacali (come nella specie, in cui viene riservato agli scioperanti un trattamento economico deteriore), non può ritenersi sussistente perché il caso non riguarda il diritto al riposo (settimanale) costituzionalmente tutelato, ma solo la richiesta di non lavorare egualmente il sesto giorno, giornata lavorativa a zero ore, e solo impropriamente denominata “riposo compensativo”, comunque aggiuntivo e non oggetto di tutela costituzionale). Non sussiste dunque alcun comportamento antisindacale, diretto in sostanza a disincentivare l’attività sindacale.