Studi Professionali: accordo per il sostegno al reddito

Firmato, il 22/10/2013, tra Confprofessioni e Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, l’accordo che disciplina una serie di strumenti integrativi a tutela del reddito dei lavoratori finora esclusi da un sistema di ammortizzatori sociali a regime.

 

La materia verrà poi specificatamente disciplinata tramite un apposito regolamento a seguito del rinnovo del Ccnl degli studi professionali scaduto il 30 settembre scorso, al fine di fornire tutele strutturali ai lavoratori.
Pertanto, in base alla citata intesa, i dipendenti degli studi professionali potranno beneficiare di alcune misure di sostegno al reddito, senza alcun ulteriore aggravio a carico dei datori di lavoro e tramite l’utilizzo delle risorse accantonate dal sistema della bilateralità di settore composto dai tre organismi paritetici:
– Fondoprofessioni (il fondo interprofessionale per la formazione continua);
– Cadiprof (la Cassa di assistenza sanitaria integrativa);
– Ebipro (l’ente bilaterale nazionale).

Dunque, le parti hanno avviato per il triennio 2013 -2015 un sistema sperimentale di prestazioni integrative al reddito per i casi di sospensione dell’attività lavorativa, di crisi aziendale e per i lavoratori ai quali si applicano i contratti di solidarietà difensivi (ai quali verrà erogato un anticipo del contributo ministeriale pari al 50% della retribuzione lorda persa).
I lavoratori potranno:
– accedere ai percorsi di riqualificazione di Fondoprofessioni;
– beneficiare della continuità della copertura sanitaria e sociale erogata dalla cassa sanitaria del settore Cadiprof;
– beneficiare degli interventi di politiche attive del lavoro definiti da Ebipro.
L’intesa specifica che tali prestazioni saranno erogate alle strutture che applicano integralmente il contratto nazionale degli studi professionali ed in regola con i versamenti alla bilateralità da almeno 18 mesi dalla richiesta di intervento.

Inoltre, in merito all’erogazione dell’elemento di garanzia retributiva, la corretta interpretazione da dare all’accordo del 22/10/2013 è che solo per le Regioni dove è stata presentata la piattaforma contrattuale integrativa (ovvero Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto) la proroga del termine per la contrattazione di II livello e lo slittamento dell’elemento economico di garanzia hanno valore. Diversamente, per tutte le altre Regioni non dovrà essere corrisposta alcuna una tantum.